martedì 5 febbraio 2019

Il polline d'api.



Nella gerarchia dell'alveare ad ogni ape viene affidato un compito: le api bottinatrici raccolgono e trasportano il polline all’alveare, che servirà alle api nutrici per alimentare le larve e per produrre la pappa reale, destinata poi all’alimentazione dell’ape regina.
Il nome "polline" deriva dal latino pollen, ossia fior di farina: questo prodotto dei fiori può essere leggero, e quindi viene trasportato dal vento, o più pesante e appiccicoso, che viene utilizzato dagli insetti. Le api bottinatrici nel procacciarsi il cibo, passando da un fiore all’altro, rendono possibile anche l’impollinazione tra specie diverse e quindi variabilità genetica tra le specie vegetali.
Il polline si presenta come una polvere di colore giallo o talvolta marroncina, o, a seconda della specie vegetale, anche viola o bluastra; una caratteristica dei granuli di polline è la fragranza che emanano: gradevolmente dolce, ma lo stesso non si può dire per il sapore, infatti, per l'assunzione, il polline d’api viene sciolto in bevande piuttosto che consumato così com’è.
Ogni granulo di polline è circondato da un guscio di protezione che il nostro apparato digerente non riesce ad attaccare, per questo è necessario spezzettare o triturare il polline prima di consumarlo (anche masticarlo va bene); possono anche essere sciolti in bevande tiepide (la cottura ne inattiva tutti i principi attivi) come la camomilla o il latte o, ancora, miscelati allo yogurt o al miele, meglio se a colazione: attenzione a tè e caffè che ne contrastano gli effetti.
Quando si comincia una terapia, è bene limitarsi ad un cucchiaino al giorno per i bambini (dopo consulto medico) e ad un cucchiaio da tavola per gli adulti. Dalla settimana successiva si può raddoppiare la dose e continuare per un mese. La cura si dovrebbe ripetere per due volte nell’arco dell’anno. Ad oggi nessun effetto collaterale rilevante è stato riscontrato fatta eccezione per i soggetti con allergie al polline (persone affette da rinite allergica, allergia da fieno o che hanno intolleranze alimentari, ecc..).
Il polline di api costituisce la più ricca e completa fonte di minerali, vitamine, enzimi ed aminoacidi presenti in natura: è una fonte di energia pura ed immediatamente disponibile ed è per questi motivi che viene usato spesso da sportivi, bambini ed anziani ed è particolarmente consigliato alle persone vegetariane come integratore di vitamina B12 e ferro.
Proprietà del polline:
  • Antinfiammatoria: l’efficacia nel contrastare l’infiammazione da parte del polline d’api è nota fin dall’antichità e va ricercata soprattutto nei suoi componenti come, ad esempio, la vitamina C dalla ben nota azione antiflofigistica, ma anche in componenti, forse, meno conosciuti come i flavonoidi, antiossidanti vegetali che inoltre svolgono un’azione analgesica nel corso delle infiammazioni;
  • Stimolante: i preziosi componenti del polline ne fanno un alimento dalle proprietà stimolanti, come il manganese per esempio, che attiva la tiroide stimolando il metabolismo pigro (aiuta a perdere peso: l'alto contenuto di Lecitina contribuisce inoltre ad eliminare il grasso dal corpo); o i terpeni (prodotti dalle piante) che stimolano il sistema nervoso centrale; ancora la vitamina C, che aiuta la circolazione e la funzionalità dei tessuti compresi le ghiandole sessuali (essendo uno stimolante, il polline accresce anche la libido e l'eccitazione sessuale); le vitamine del gruppo B, coinvolte nella rigenerazione cellulare e tissutale: viene utilizzato sia per il suo effetto ringiovanente, sia per curare problematiche della pelle come l'acne e la disidratazione; stimola il cervello, incrementando la concentrazione, la lucidità mentale e la memoria fino al 40%; migliora le prestazioni sportive, consentendo di utilizzare l'energia in modo più efficiente: aumenta la forza, la resistenza, e la velocità di recupero;

  • Disintossicante: da attribuirsi soprattutto alla niacina o vitamina B3 (nel polline d’api sono presenti tutte le vitamine del gruppo B fatta eccezione per la B4); questa vitamina, infatti, sembra essere in grado di disintossicare l’organismo da svariate tipologie di tossine, alcool e droghe comprese; ricco di acidi nucleici (indispensabili per la crescita, riparazione e disintossicazione cellulare) è un antiage;
  • Tiene sotto controllo il colesterolo: grazie alla presenza dei fitosteroli abbassa il cosiddetto colesterolo cattivo e alza quello buono, diminuendo il rischio di ictus e malattie cardiache;
  • Proprietà antibiotiche: rafforza le difese immunitarie, aumentando il numero di globuli bianchi, linfociti e gammaglobuline presenti nel sangue; è un valido supporto alle terapie anticancro: riduce gli effetti negativi di radiazioni e chemioterapia, ed aumenta la quantità di cellule immunitarie, per meglio contrastare i tumori;
  • Antidepressivo: il polline d’api è utilizzato anche nei periodi di convalescenza perché rinvigorisce e nutre efficacemente oltre ad avere effetti benefici sull’umore; in proposito si è visto che, regolando i sistemi neuro endocrini, cura gli stati depressivi, l’insonnia e il nervosismo.

Casi in cui è consigliata l’assunzione del polline:

  • Gravidanza; risulta un utile integratore di vitamine soprattutto di vitamina C che a livello intestinale aumenta l’assorbimento di ferro e di calcio, entrambi di cruciale importanza nello sviluppo delle strutture nervose, scheletriche e muscolari del feto; il polline d’api contiene anche una buona quantità di acido folico (coinvolto nella formazione del tessuto nervoso centrale embrionale); inoltre i fitoestrogeni favoriscono la produzione di latte materno.

  • Diabete: grazie all’accelerazione del metabolismo, il polline d’api aiuta a bruciare il grasso addominale, principale responsabile della manifestazione delle patologie metaboliche quali il diabete e quindi, è utile a prevenirne l’insorgenza mentre aiuta a perdere peso (in combinazione a regimi ipocalorici).

  • Prostata: l’azione antinfiammatoria del polline d’api risulta particolarmente efficace nelle prostatiti e in particolare la rutina sembra avere proprietà terapeutiche per combattere l’ipertrofia prostatica.

  • Colesterolo: l’effetto della vitamina B3, in grado di prevenire la formazione delle placche aterosclerotiche, è coadiuvata dalla lecitina, in grado di attivare un enzima epatico che rende disponibile il colesterolo ad altri tessuti evitando il ristagno nel circolo sanguigno.

  • Sport: ideale per gli atleti perché fornisce tutti i nutrienti in modo ponderato e riequilibra il bilancio idrosalino in modo naturale ed anche perché, grazie all’effetto defaticante che il magnesio ha sui muscoli, l’utilizzo del polline d’api aumenta la resistenza all’esercizio fisico migliorando le prestazioni.

Nessun commento:

Posta un commento